| Tengu
Le maschere che coprono i volti dei membri dell’ANBU
(la Squadra Speciale) non sono inventate totalmente
da Kishimoto, ma s’ispirano a quelle dei
famosi “folletti” della mitologia
giapponese:i
Tengu. 
“Tengu” significa letteralmente “cane
divino”, questo perché il
termine è d’origine cinese e deriva
dal nome di una cometa chiamata “t'ien-kou”
(che in giapponese si legge, appunto, “tengu”)
che cadde in Cina: la sua scia ricordava la coda
di un cane.
I Tengu sono creature mitologiche
che, secondo le leggende, vivono sulle montagne
e nelle foreste.
Erano accusate di rapire le persone (per poi lasciarle
in uno stato confusionale detto Tengu Kakushi),
mangiare i bambini, creare fiammate dal nulla
e giocare scherzi ai passanti (soprattutto ai
Monaci buddisti ed ai Samurai che avevano commesso
qualche malefatta). Alcuni pensavano che i Tengu
interferissero con le decisioni politiche e militari
per evitare che la società degli esseri
umani rimanesse stabile e potente; infatti una
leggenda vuole che sia stato proprio Sojobo
(il Re dei Tengu), sul Monte Kurama (a nord di
Kyoto), ad insegnare le arti marziali e le tattiche
militari che fecero vincere una decisiva battaglia
a Minamoto Yoshitsune, un grande
guerriero del XII secolo.
I
Tengu apparivano come creature con un corpo umano,
un paio d’ali sulla schiena ed uno strano
cappellino usato anche come tazza per il tè;
la maschera che indossavano e i piedi cambiavano
a seconda se erano Karasu Tengu
(Tengu-corvo) o Yamabushi Tengu (Tengu-eremita):
i primi avevano una maschera raffigurante la testa
di un corvo e gli artigli al posto dei piedi,
mentre gli altri avevano una maschera (solitamente
rossa) con un lungo naso ed erano scalzi.
I
loro poteri sovrannaturali li permettevano di
trasformarsi in uomini, donne, bambini ed animali
(soprattutto in volpi e procioni che sono tutt’oggi
considerati la loro manifestazione animale), ma
venivano smascherati dalla loro ombra o dal loro
riflesso.
Inoltre i Tengu erano in grado di parlare telepaticamente,
di spostarsi da un albero all’altro semplicemente
scomparendo e riapparendo ed infine di apparire
nei sogni degli umani. Proprio per questi poteri
simili ai Ninja spesso venivano confusi con essi.
Sono anche considerati i creatori delle arti marziali,
quindi chi meglio di loro poteva rappresentare
l’èlite del Villaggio della Foglia?
Sansukumi
Il Sansukumi è l’insieme
dei simboli del serpente, del rospo
e della lumaca; derivano dalla mitologia
Giapponese e presentano un “triangolo”
simile a quello della Morra Cinese (Janken):
il rospo batte la lumaca, la lumaca batte il serpente
ed il serpente batte il rospo.
I simboli del serpente, del rospo e della rana
sono, rispettivamente, di Orochimaru, Jiraiya
e Tsunade, i Sannin.
Il coprifronte di Jiraiya
Il kanji che appare sul coprifronte dell’Eremita
dei Rospi significa “olio”; questo
perché, nella tradizione giapponese, dalla
pelle delle rane viene estratto un unguento molto
usato in medicina, chiamato Gama no Abura.
Volpe
a nove code
In Giappone le volpi (kitsune) sono considerate
creature leggendarie con poteri sovrannaturali
utilizzati per fare sia del bene che del male.
Capaci di trasformarsi in esseri umani, di apparire
nei sogni e di sentire e vedere tutti i segreti
della mente umana, le volpi sono anche i messaggeri
di Inari, Dio scintoista del riso.
Le volpi sono conosciute anche per la loro mania
di fare scherzi (proprio come Naruto!). In molte
leggende giapponesi appaiono sotto forma di bellissime
donne (la Tecnica dell’erotismo
di Naruto!!!) che seducono gli sfortunati uomini
che le incontrano o proteggono chi se lo merita.
I poteri delle volpi aumentano con il passare
degli anni. Dopo un secolo di vita spunta una
seconda coda ed acquisiscono la capacità
di trasformarsi e di possedere le persone. La
massima potenza la raggiungono dopo mille anni
diventando Volpi a nove code;
il loro pelo diventa argentato, bianco o dorato
ed ottengono il potere di infinite visioni nelle
menti umane.

Monte
Rushmore
Quando Kishimoto ha deciso di raffigurare i volti
dei quattro Hokage nella montagna che sovrasta
il Villaggio della Foglia ispirandosi al Monte
Rushmore, non credo che abbia preso solo
l’idea delle figure in sé ma anche
i principi su cui si fondano…
Le quattro figure scavate nella roccia del Monte
Rushmore (South Dakota) rappresentano i primi
150 anni della storia Americana. La nascita della
nazione è stata guidata dalla visione,
dall’intuito e dal coraggio di Gorge
Washington. Thomas Jefferson ha
sempre sognato qualcosa di più grande,
prima con le parole della Dichiarazione d’Indipendenza
e poi con l’espansione della nazione con
l’acquisto della Louisiana dai francesi.
Preservare l’unione fu compito di Abraham
Lincoln, che rese possibile una nazione dove
tutti gli uomini sono liberi ed hanno pari diritti
e doveri. All’inizio del Ventesimo Secolo
Theodore Rooswelt vide che la nazione
aveva le potenzialità per passare da repubblica
rurale a potenza mondiale.
Gli ideali di questi presidenti crearono le fondamenta
per una nazione solida come la roccia come quella
in cui queste figure furono scavate.
Non si conosce ancora molto della storia del Villaggio
della Foglia ma il Terzo Hokage ci ha dato una
bellissima immagine equiparandolo ad una grande
famiglia che collabora in maniera impeccabile
quando si presenta un’ostilità.


Scrittura
ninja crittografata
I Ninja erano soprattutto spie e per svolgere
con il massimo dell’efficienza il loro lavoro
avevano creato una propria scrittura crittografata
per mandare messaggi che venissero compresi solo
da altri Ninja:
In
Naruto Kishimoto ha sfruttato questa
particolarità utilizzando questo codice
crittografato sia nella prima parte dell’esame
per diventare Chunin che sulle bombe carta.
Ino-Shika-Cho
Il trio Ino, Shikamaru e Chouji deriva dall’Hanafuda,
un famoso gioco d’azzardo con le carte.
Qui le carte Ino (cinghiale), Shika (cervo) e
Cho (farfalla) formano l’Inoshikacho,
una mossa molto forte.


Shachihoko
Il Shachihoko è una statua
posta alla fine della linea di colmo del tetto;
essa raffigura un mostro marino cinese con la
testa di tigre ed il corpo di un pesce (una specie
di orca) ricoperto di spine avvelenate. La leggenda
vuole che quando scenda a terra si trasformi in
una tigre.
E’ considerato un portafortuna e dovrebbe
proteggere la struttura dagli incendi; solitamente
è posto sui tetti dei castelli e a volte
è dorato.
Nella
foto è visibile la ricostruzione di un
Shachihoko posto in cima al Castello Ueno, famoso
per ospitare il più importante museo sui
Ninja.
In Naruto possiamo ammirare un Shachihoko nella
scena in cui Dosu viene ucciso da Gaara.

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