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Un
grande pericolo terrorizza tutte le giovani della
cittadina di Market Chopping: un potente stregone
si diverte a rapire ragazze, succhiando loro l’anima
e mangiandogli il cuore. Sophie, Lettie e Marta,
tre sorelle orfane di padre, vivono nel terrore
come tutte le altre, stando ben attente a non
uscire di casa. Un giorno, tuttavia, Sophie viene
trasformata in un’anziana signora da un
incantesimo scagliatole dalla Strega delle Lande
Desolate, e decide così di avventurarsi
all’esterno. Si imbatterà nel celebre
castello e, aprendo una porta, verrà catapultata
in un mondo parallelo...
L’ultima
fatica dello studio Ghibli presenta alcune variazioni
rispetto le precedenti produzioni, che in genere
si concentravano su pochi elementi trovando il
proprio punto di forza nella semplicità.
Il castello errante di Howl presenta al contario
una trama più complessa costruita su passaggi
meno immediati, vantando personaggi più
"completi" e maggiormente sfaccettati
che non necessariamente rappresentano gli stereotipi
del bene o del male assoluto. Splendide le ambientazioni
che, ancora una volta, si reggono su fondamenta
impossibili e su meccanismi che sfuggono alla
logica: trovano largo spazio macchine pre-tecnologiche,
che pur senza presentare alcuna traccia di modernità
farebbero impallidire gli Steam di Katsuhito Otomo.
Il castello di Howl, ad esempio, si presenta come
un’affascinante accozzaglia di materiali
che si reggono su quattro zampe e si spostano
legnosamente da un luogo all’altro. Bizzarro,
affascinante e, in una parola sola, geniale.
Una
visione che ripeterei più che volentieri
altre tre o quattro volte, anche perchè
l'intensità dell'esperienza è tale
che mi è al momento estremamente difficile
riferire in maniera completa tutte le emozioni
provate. E' infatti questa una visione che lascia
letteralmente trasfigurati, nella maniera in cui,
di ritorno da un lungo viaggio, gli occhi rimangono
popolati di paesaggi lontani. E soprattutto, un'esperienza
a cui è impossibile rendere pienamente
giustizia con l'uso delle sole parole...
Ecco.
Questo è un film dello Studio Ghibli, e
indiscutibilmente un autentico capolavoro. Un
opera che, se affrontata con il giusto atteggiamento,
rapisce e introduce in un mondo fantastico; un
mondo al di fuori del quale, una volta usciti,
vi sentirete tremendamente spaesati.
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| UsPrendendo
in considerazione l’aspetto prettamente organizzativo
della fiera, non posso che storcere il naso. Inammissibili
i ritardi delle proiezioni, che hanno rischiato
di far accavallare i vari spettacoli tra loro. Non
era inoltre presente alcuna indicazione che aiutasse
gli spettatori a muoversi per le vie di Bologna,
cercando di arrivare da un cinema all’altro
(leggi: il sottoscritto, pur essendo bolognese doc,
ha faticato non poco prima di trovare il cinema
Embassy). In una simile situazione, immagino non
siano stati pochi quelli che hanno perso l’inizio
di uno dei film. Altrettanto
difficile comprendere la ragione per cui si sia
scelto di utilizzare pellicole sottotitolate,
accantonando l’idea del doppiaggio, che
sarebbe stato facilmente reperibile nel caso di
alcune delle opere esposte.
La scelta era forse motivata dal desiderio di
farci apprezzare gli splendidi doppiaggi in lingua
originale?
In
ogni caso, pollice verso per il sottoscritto.
Seppure, come è giusto precisare, abbia
avuto occasione di visionare solo una piccola
parte dei molti eventi in programma.
Questo
mio giudizio negativo è dato dal fatto
che stiamo parlando, a conti fatti, di quella
che dovrebbe essere la più grande rassegna
di animazione, nazionale e internazionale, avente
luogo nel nostro paese, ed è perciò
riduttivo e degradante (sia per le opere che per
l'utenza) organizzarla in una maniera tanto raffazzonata
e improvvisata. Sicuramente una manifestazione
di tal genere potrebbe raccogliere un molto più
largo numero di consensi e pertanto di presenze
se fosse gestito e pubblicizzato in maniera più
accorta e avveduta. Quindi un giudizio negativo
per questa edizione, ma comunque molte aspettative
e speranze per le prossime. |